Le fasi della pratica
- 1
Controllo della pratica
Leggiamo lo stato della pratica sul portale del Ministero, la data della domanda e le eventuali comunicazioni (proroghe, richieste di documenti).
- 2
Calcolo dei termini
Calcoliamo quando sono scaduti i 24 mesi (o i 36, se c'è stata una proroga) e fino a quando si può fare ricorso.
- 3
Sollecito o diffida
Se utile, inviamo un sollecito formale al Ministero dell'Interno. Non è obbligatorio prima del ricorso, ma a volte basta a sbloccare la pratica.
- 4
Ricorso al TAR contro il silenzio
Gli avvocati interni dello studio preparano e notificano il ricorso al TAR del Lazio, competente per la cittadinanza.
- 5
Dopo la sentenza
Se il giudice ordina al Ministero di decidere, seguiamo l'esecuzione. Se la decisione arriva ed è negativa, valutiamo un nuovo ricorso.
Quando la domanda di cittadinanza è «in ritardo»
La domanda è in ritardo quando sono passati più di 24 mesi dalla presentazione senza una decisione, o più di 36 mesi se il Ministero ha prorogato il termine. Lo dice l’art. 9-ter della Legge 91/1992, come modificato dal DL 130/2020.
Per le domande presentate prima del 20 dicembre 2020 valevano termini più lunghi. Se la tua domanda è vecchia, controlliamo quale regola si applica.
Molte pratiche a Milano superano questi tempi. Aspettare in silenzio non è l’unica possibilità: la legge ti dà strumenti per far rispettare i termini.
Sollecito, diffida e ricorso: che differenza c’è
Il sollecito è una richiesta formale al Ministero dell’Interno di concludere la pratica. Non è obbligatorio, ma può servire a sbloccare un fascicolo fermo per un documento mancante.
La diffida è un sollecito più forte, di solito inviato da un avvocato, che avvisa il Ministero di un possibile ricorso.
Il ricorso contro il silenzio si presenta al TAR del Lazio. L’art. 117 del Codice del processo amministrativo permette di farlo anche senza diffida. Il giudice decide in tempi brevi, con sentenza semplificata, e se ti dà ragione ordina al Ministero di decidere entro un termine preciso.
Entro quando si può fare ricorso
Il ricorso contro il silenzio si può proporre finché il Ministero resta in silenzio, e comunque non oltre un anno dalla scadenza del termine per decidere (art. 31, comma 2, Codice del processo amministrativo).
Da quale data parte l’anno, se c’è stata una proroga a 36 mesi, è una questione discussa. La scelta più prudente è non aspettare. Se l’anno è già passato, si può presentare una nuova istanza e far partire un nuovo termine.
Cosa aspettarsi, in modo onesto
Il ricorso obbliga il Ministero a decidere, non a concedere la cittadinanza. Se la domanda ha un problema (reddito, precedenti, documenti), la decisione può essere negativa. Per questo, prima del ricorso, ricontrolliamo con te che i requisiti ci siano ancora.
Se arriva un diniego, si può fare ricorso al TAR entro 60 giorni dalla notifica, oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
Errori frequenti
- Ricorrere prima dei 24 mesi, quando il Ministero è ancora nei termini.
- Aspettare troppo e superare l’anno utile per il ricorso.
- Non rispondere a una richiesta di integrazione arrivata sul portale.
- Non controllare l’area personale del portale, dove arrivano le comunicazioni.
Come ti aiutiamo
Controlliamo la tua pratica, calcoliamo i termini e ti diciamo se conviene un sollecito o un ricorso. Il ricorso al TAR lo preparano e lo seguono gli avvocati interni dello studio.
- Prima consulenza: 60 €, circa 30 minuti, in studio o online su WhatsApp.
- Sofia, l’assistente dello studio, risponde su WhatsApp in 8 lingue e fissa l’appuntamento: usa il pulsante di prenotazione in questa pagina.
Cosa portare in consulenza
- Ricevuta di invio della domanda di cittadinanza
- Numero e codice della pratica (portale del Ministero dell'Interno)
- Tutte le comunicazioni ricevute dal Ministero o dalla Prefettura
- Eventuale lettera di proroga del termine
- Documento d'identità e permesso di soggiorno o carta di soggiorno
Domande frequenti
Dopo quanto tempo posso sollecitare la cittadinanza?+
Quando sono passati i 24 mesi dalla domanda, o i 36 se il Ministero ha comunicato una proroga. Prima di allora il Ministero è ancora nei termini di legge.
Serve una diffida prima del ricorso al TAR?+
No. L'art. 117 del Codice del processo amministrativo permette il ricorso contro il silenzio anche senza diffida. A volte però un sollecito è utile.
Entro quando devo fare ricorso?+
Entro un anno dalla scadenza del termine per decidere. Se è passato più di un anno, si può ripresentare l'istanza e far ripartire i tempi: va valutato caso per caso.
Il ricorso mi garantisce la cittadinanza?+
No. Il giudice ordina al Ministero di decidere entro un termine, ma la decisione può essere positiva o negativa.
Quale tribunale è competente?+
Per i ricorsi sulla cittadinanza è competente il TAR del Lazio, perché decide il Ministero dell'Interno a Roma.