Le fasi della pratica
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Primo ascolto
Ascoltiamo la tua storia con calma, anche nella tua lingua. Capiamo se ci sono i presupposti per la protezione e quali documenti o prove possono aiutarti.
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Accesso alla Questura
A Milano l'appuntamento per presentare la domanda si ottiene tramite il portale Prenota Facile e le associazioni indicate dalla Questura. Ti spieghiamo il percorso giusto per te.
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Preparazione al colloquio
Il colloquio con la Commissione territoriale è il momento più importante. Ti aiutiamo a raccontare in modo ordinato e coerente e a raccogliere le prove.
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Decisione della Commissione
Leggiamo insieme la decisione. Se è positiva, ti seguiamo per il permesso di soggiorno. Se è negativa, controlliamo subito il termine per il ricorso.
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Ricorso in Tribunale
Gli avvocati interni dello studio preparano il ricorso alla sezione specializzata del Tribunale, nei termini (a volte molto brevi) previsti dalla legge.
Cos’è la protezione internazionale
La protezione internazionale è la tutela che l’Italia dà a chi non può tornare nel proprio Paese perché rischia persecuzioni o un danno grave. Ha due forme: lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria (D.Lgs. 251/2007).
Accanto a queste esiste la protezione speciale (art. 19, comma 1.1, D.Lgs. 286/1998). Il DL 20/2023 l’ha ristretta, ma non l’ha cancellata: resta quando rimandarti nel tuo Paese violerebbe obblighi costituzionali o internazionali dell’Italia, per esempio il rischio di tortura o, in certi casi, il rispetto della vita privata e familiare costruita in Italia.
Cosa è cambiato dal 12 giugno 2026
Dal 12 giugno 2026 si applica in tutta l’Unione europea il Patto su migrazione e asilo. L’Italia lo ha attuato con il DL 100/2026, convertito dalla L. 145/2026. Le regole cambiano in modo importante:
- la domanda passa per tre momenti: manifestazione della volontà, registrazione (di regola entro 5 giorni) e formalizzazione (di regola entro 21 giorni);
- le procedure accelerate e di frontiera sono più ampie, per esempio per chi viene da Paesi con un basso tasso di riconoscimento;
- il richiedente può lavorare dopo 90 giorni dalla formalizzazione della domanda;
- i termini per il ricorso cambiano in base alla procedura.
Fino al 31 ottobre 2026 valgono anche alcune regole transitorie. Altre norme di attuazione sono attese. Per questo ogni caso va controllato sulla regola in vigore il giorno della domanda.
Come funziona a Milano
A Milano la domanda di protezione si presenta all’Ufficio Immigrazione della Questura in via Cagni, oppure nei commissariati di Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Rho-Pero e Legnano. Serve un appuntamento.
L’appuntamento si ottiene tramite il portale Prenota Facile della Polizia di Stato, attraverso le associazioni indicate dalla Questura (elenco aggiornato dalla Questura il 2 settembre 2026). Chi non ha documenti può comunque ottenere l’appuntamento tramite le associazioni. Per le persone vulnerabili (per esempio persone anziane o donne in gravidanza) c’è un canale dedicato.
Dopo la domanda ricevi un permesso di soggiorno per richiesta asilo. Poi vieni convocato dalla Commissione territoriale per il colloquio personale.
Il colloquio in Commissione
Il colloquio è il cuore della procedura. Racconti la tua storia, i motivi della fuga e cosa rischi se torni. La Commissione valuta se il racconto è coerente e credibile e lo confronta con le informazioni sul tuo Paese.
Preparati bene: date, luoghi, persone. Porta ogni prova che hai. Se non ricordi qualcosa, dillo: è meglio che inventare.
Se la Commissione dice no
Contro il diniego si fa ricorso alla sezione specializzata in immigrazione del Tribunale. Il termine ordinario è di 30 giorni dalla notifica. In alcune procedure accelerate il termine è di 7 giorni, nelle procedure di frontiera di 5 giorni.
Di regola il ricorso sospende la decisione e puoi restare in Italia. In alcuni casi la sospensione non è automatica e va chiesta al giudice insieme al ricorso. Per questo bisogna muoversi subito.
Come ti aiutiamo
Ti ascoltiamo, ti prepariamo al colloquio e seguiamo la pratica fino al permesso. Se arriva un diniego, gli avvocati interni dello studio preparano il ricorso in Tribunale nei termini.
- Prima consulenza: 60 €, circa 30 minuti, in studio o online su WhatsApp.
- Sofia, l’assistente dello studio, risponde su WhatsApp in 8 lingue e fissa l’appuntamento: usa il pulsante di prenotazione in questa pagina.
Cosa portare in consulenza
- Passaporto o altro documento d'identità, se lo hai
- Qualsiasi documento che riguarda la tua storia: denunce, certificati medici, articoli, foto, lettere
- Permesso di soggiorno per richiesta asilo o ricevute, se già rilasciati
- Lettere della Questura o della Commissione territoriale (convocazioni, decisioni)
- Documenti sulla tua vita in Italia: lavoro, corsi di italiano, casa, famiglia
Domande frequenti
Che differenza c'è tra status di rifugiato e protezione sussidiaria?+
Lo status di rifugiato protegge chi rischia persecuzioni per motivi come religione, etnia, opinioni politiche. La protezione sussidiaria protegge chi rischia un danno grave, per esempio in caso di guerra, anche senza persecuzione personale.
Esiste ancora la protezione speciale?+
Sì, ma è stata ristretta dal DL 20/2023. Resta quando l'allontanamento violerebbe obblighi costituzionali o internazionali dell'Italia, inclusi in certi casi i legami familiari e la vita privata costruiti qui.
Posso lavorare mentre aspetto la decisione?+
Dopo la riforma del 2026 il richiedente asilo può lavorare trascorsi 90 giorni dalla formalizzazione della domanda.
Quanto tempo ho per fare ricorso se la Commissione dice no?+
Di regola 30 giorni dalla notifica, ma in alcune procedure il termine è di 7 o anche 5 giorni. Vieni subito con la decisione in mano.
Vengo da un Paese considerato «sicuro»: posso chiedere asilo?+
Sì, la domanda si può sempre fare. Però la procedura può essere accelerata, con tempi più stretti e garanzie diverse. Valutiamo il tuo caso.